Giovedì 29 ottobre 2020 all’Alpe Veglia è una giornata di vento forte con raffiche fino a 90 km/h, una debole pioviggine mista a nevischio trasportato dal vento sferzano a tratti la piana, e tutta la salita sulla strada di accesso è stata caratterizzata da raffiche che destabilizzavano fortemente la mia andatura.

Nessuno o pochissimi avventori si aggirano per la piana, rispettando al massimo il distanziamento interpersonale (di 100 o 200 metri) così posso rispettare a pieno le indicazioni del Direttore del Dipartimento!

In seguito agli upgrade di maggio alla stazione, in cui ho inserito l’acquisizione dell’anemometro sonico a 21 Hz, tramite le porte digitali dell’acquisitore, non mi è stato più possibile, o almeno per ora non ho trovato soluzione, acquisire l’altezza della neve con lo strumento da me costruito. Quindi il nivometro della stazione è spento. L’altezza della neve però, è molto importante, e quindi avendo posizionato nuovamente l’asta nivometrica ho pensato di mettere una webcam che la fotografasse tutti i giorni.

La vista dalla fotocamera

Il problema sempre attuale è che la webcam non è ottimizzata per consumare poca energia, e quindi il risultato sarà buono se sarà un inverno assolato!

Qui a fianco si può vedere la prima istantanea scattata dalla fotocamera, che salva in locale tutte le immagini.

Il secondo, o forse primo, compito che mi ero prefissato in questa missione, era l’installazione del nuovo sensore di temperatura, umidità, permittività e conducibilità elettrica del suolo. Si tratta del SoilVUE10 della Campbell Scientific, e campiona le precedenti grandezza dalla superficie fino a 50 cm di profondità su sei livelli: 5, 10, 20, 30, 40 e 50 cm.

Lo strumento è stato posizionato vicino (circa 1 metro) al sensore che misura il flusso di calore nel terreno, e a circa 2.5 metri dalla base del palo in direzione sud-sud-ovest.

L'installazione del SoilVUE10
Il SoilVUE10 e il carotiere

Come si può vedere è una grande vite, di diametro circa 5 centimetri, che va installata in un foro lievemente più piccolo. In questo  caso il foro era già stato ottenuto ad inizio stagione, quando l’installazione del “vitone” era andato male (si era rotto il fragilissimo connettore del cavo dati).

La carota di terreno estratta verrà successivamente analizzata dai ricercatori del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Milano.

Il foro di installazione del SoilVUE10

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